Come può aver stima di sé chi non è in grado di parlare in prima persona?
Se parlo in prima persona e il mio dire fa qualcosa, s’impegna in qualcosa, ciò si riflette positivamente sulla stima che ho di me stesso.
L’identità personale è il risultato delle fedeltà che io porto, delle promesse mantenute, scaturisce da ciò che mandato (pro - avanti, mittere - mandaregettato (pro - avanti, iacere - gettare)avanti nel tempo e non disperso e dissipato nell’inconcludenza di un presente che si ripete. ),
L’identità frammentata è, propriamente e nel contempo, una somma d’infedeltà a se stessi, agli altri e il sintomo della mancanza di una direzione biografica.
Nella sua richiesta di amore, si ritrova a pietire amore, si dimentica di sé, delle proprie esigenze effettive e si sbilancia sull’altro, in questo caso sull’altra, in maniera incessante e diuturna, che produce un decentramento. Dove è l’altra ad essere il centro della vita di Paolo, il quale crede di amare e di essere amato, ma si trova miseramente ab-negato, travolge il sé e la propria volontà in nome del bene altrui. Questa forma patologica di altruismo non è la forma autentica dell’amore verso il prossimo, perché si fonda sulla scissione tra il “sé” e “l’altro”. Solo nella comunione tra il “sé” e “l’altro” si forma l’Amore.
Paolo non si rende conto che questo movimento provoca un allontanamento da sé.

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